Stamattina mi è venuta in mente una preparazione che mia mamma mi ha raccontato tanti anni fa, che a sua volta l’ha ereditata da sua nonna, è un esempio di cucina contadina, di questi tempi si direbbe di consumo critico, questa pietanza veniva preparata la mattina presto per colazione per affrontare una dura giornata di lavoro in campagna, è stata abbandonata perché considerata povera, ma vi assicura è una vera bontà!

Ingredienti:

  1. 100 di purea di fave avanzate
    gr. 50 di semola di grano duro
    n. 1 grossa cipolla rossa di tropea
    q.b. di acqua
    q.b olio evo
    a piacere 1 peperoncino piccante

Procedimento:

 

 

Stemperate il purè di fave con una frusta aggiungendo l’acqua e la semola, fino a quando diventerà un composto semi liquido, versatelo in un tegame e a fuoco dolce fatelo cuocere per circa 20 minuti fino a quando diventa della consistenza di una crema.
Tagliate sottilmente la cipolla, velate un tegame, versate le cipolle e a fuoco vivace rosolate la cipolla, sistemate di sale e versatele nel tegame delle fave, amalgamate bene il tutto, versate nei piatti e fate sulla superficie una croce di olio evo e servite!

Curiosità:
la croce d’olio e di buon augurio per chi andata in campagna a faticare!

 

 

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